Capo ultras Juve suicida: cosa c’entra la ‘ndrangheta?

Capo ultras Juve suicida: c’è un collegamento tra la morte di un tifoso bianconero e la ‘ndrangheta?

Capo ultras della Juve si suicida. E’ giallo sulla morte di Raffaello Bucci, soprannominato Ciccio. 41 anni, grande tifoso della squadra bianconera, si è lanciato nel vuoto da un viadotto dell’autostrada che collega Torino a Savona. L’uomo faceva parte dei Drughi, storico gruppo ultras della Juve.

Il capo ultras era originario della Puglia, nello specifico di San Severo. L’aspetto più inquietante e preoccupante relativo alla sua morte è rappresentato da un fatto: Bucci era stato interrogato, in qualità di testimone, da un pubblico ministero della Procura di Torino il giorno prima della sua morte. Era stato chiamato a rispondere in merito alle presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta allo Juventus Stadium.

Sembra, infatti, che la malavita organizzata abbia puntato ad inserirsi nel bagarinaggio dei biglietti per le partite interne della Juventus. Nel corso dell’inchiesta è emerso come alcuni personaggi che gravitano intorno alle cosche di origine calabresi abbiano legami con esponenti della curva juventina.

L’inchiesta riguarda il clan Dominiello, cosca attiva nella zona di Chivasso. Solo alcuni giorni fa erano state arrestate diciotto persone ritenute appartenenti a tale clan. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa. Bucci era stato sentito come persona informata sui fatti. Del resto, bisogna considerare che il capo ultras bianconero faceva da tramite tra la società juventina e gli ultras.

Solo le indagini consentiranno di accertare il movente del gesto compiuto da Raffaello Bucci. Preoccupa anche un’altra vicenda. Si è reso irreperibile un altro capo storico dei drughi. Doveva essere anch’egli ascoltato come persona informata sui fatti ma non si è presentato in procura.

 

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