Legge Pica: ecco come lo stato combattè camorra e brigantaggio

La legge Pica fu il provvedimento scelto ed emanato negli anni successivi all’Unità d’Italia per fronteggiare le due emergenze meridionali: camorra e brigantaggio

La Legge Pica fu il provvedimento normativo nato per combattere la camorra ed il brigantaggio in seguito all’Unità D’Italia. Fatta l’Italia, non fu semplice per il nuovo governo unitario gestire i diversi problemi che da molto tempo affliggevano il paese, soprattutto al Sud. Al generale Alfonso La Marmora fu affidato il compito di reprimere nell’Italia meridionale il fenomeno del brigantaggio, una rivolta popolare che partiva dalle campagne povere del Mezzogiorno e che si opponeva allo Stato unitario. La nuova Italia non poteva accettare che parte dei suoi cittadini si ribellasse sin da subito allo status quo e decise, così, di combattere con severità questo fenomeno.

La Legge Pica fu approvata nel 1863, in seguito all’uscita di scena di La Marmora e all’arrivo di Rodolfo D’Afflitto. Si trattava di un provvedimento anticostituzionale in quanto tradiva i principi presenti nello Statuto Albertino e non concedeva garanzie agli accusati durante il dibattimento. Oltre al reato di brigantaggio fu, dunque, introdotto anche quello di camorrismo. Fu istituito, inoltre, il provvedimento di domicilio coatto. Ogni cittadino sospettato di appartenere alla camorra o al brigantaggio poteva essere spedito al confino anche senza prove inconfutabili che lo incolpassero.

Per alcuni anni, la Legge Pica fu prorogata e, sebbene utilizzasse mezzi di repressione discutibili, riuscì per un breve periodo ad ottenere buoni risultati e ad infliggere diversi colpi alla Bella Società Riformata considerando che in quegli anni il boss Salvatore De Crescenzo si trovava in carcere, per di più lontano da Napoli. Quando Tore ‘e Crescienzo uscì di galera cercò sin da subito di riaffermare un prestigio che, in realtà, era rimasto inalterato. L’Italia aveva aperto gli occhi ed era pronta a studiare in maniera approfondita i problemi legati al Sud Italia e alla camorra. La Legge Pica ed i processi, però, non sempre riuscirono a fornire prove certe della sua esistenza e dei suoi modi di agire.

Sta di fatto che, nel silenzio e nell’ombra, la camorra prosperava e cominciava a diffondersi non solo nell’hinterland napoletano ma anche nelle altre province campane. Quella che poi verrà definita camorra rurale cercava di mettere le mani, sempre grazie alle estorsioni, sui mercati del pesce e della frutta e cominciava ad usufruire degli spazi lasciati dal governo in merito al diritto al voto per intercedere con i politici ed ottenere favori di vario tipo.

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