Mafia a Palermo: 62 arresti, tra cui due anziani boss

La Mafia a Palermo stava tentando di riorganizzarsi: un’operazione dei carabinieri si è chiusa con l’arresto di 62 persone, tra cui due anziani a capo dei rispettivi clan

La concentrazione va tenuta sempre alta perché Cosa Nostra e le altre mafie italiane sono più che mai vive. Le operazioni dei giorni scorsi hanno consentito di fermare diverse cosche in varie zone del paese. La mafia a Palermo cerca di riorganizzarsi. Nel capoluogo siciliano  sono state arrestate dai carabinieri 62 persone le quali, a vario titolo, sono accusate di associazione mafiosa, ricettazione, danneggiamento ed estorsione.

L’operazione, denominata “Brasca-quattro.zero“, ha riguardato i mandamenti di Villagrazia e di Santa Maria del Gesù nonché quello di San Giuseppe Jato e ha inferto un duro colpo alla mafia a Palermo. Tra gli arrestati figurano due anziani boss: trattasi di Mario Marchese, considerato il capo del mandamento di Villagrazia, e di Gregorio Agrigento, ritenuto vicino alla famiglia Brusca di San Giuseppe Jato. I due boss, comunque, in passato sono stati molto vicini a Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.

Marchese era finito agli arresti già in passato ma aveva riacquistato la libertà nel 2001. Discorso simile per Agrigento che, però, aveva finito di scontare la sua pena nel 2008. Nel corso delle indagini sono stati messi sotto sequestro diversi beni immobili ed attività commerciali. Inoltre, sono stati accertati diversi episodi di usura e di minacce che hanno coinvolto varie persone.

In merito alle 62 persone arrestate, ben 51 sono finite in carcere, per 10 sono scattati i domiciliari, mentre per l’ultima persona di questa lunga lista ci sarà l’obbligo di dimora. Nell’elenco degli arrestati figura anche il direttore di sala del Teatro Massimo di Palermo Alfredo Giordano per il quale l’accusa è di associazione mafiosa. Le indagini hanno confermato quanto sia importante non abbassare mai la guardia perché Cosa Nostra, nonostante il boom di arresti e di collaboratori di giustizia, è sempre pronta a riorganizzarsi. L’operazione dimostra quanto sia ancora rilevante il ruolo degli anziani all’interno delle cosche mafiose.

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