Giorgio De Stefano: boss della ‘ndrangheta arrestato nell’operazione “Sistema Reggio”

Giorgio De Stefano: il boss della ‘ndrangheta, avvocato di 68 anni, è stato arrestato insieme ad altre diciotto persone nel corso dell’operazione Sistema Reggio. Ecco tutti i dettagli

La Squadra Mobile ha inferto un duro colpo alla ‘ndrangheta, arrestando diciannove persone nell’ambito dell’operazione nota come “Sistema Reggio”. A finire in manette anche un personaggio di spicco della ‘ndrangheta reggina. Si tratta di Giorgio De Stefano, avvocato di 68 anni, ritenuto dalla Dda un elemento di spicco dell’organizzazione criminale, soprattutto dal punto di vista strategico. Cugino di Paolo De Stefano, boss di spicco della ‘ndrangheta ucciso nel 1985, era finito in manette già nel 2001 ma anche quando era uscito dal carcere, secondo gli inquirenti, aveva continuando a dirigere l’omonima cosca, dimostrando grandi abilità soprattutto sotto l’aspetto manageriale.

Arrestati non solo gli esponenti del clan De Stefano ma anche uomini di altre cosche di Reggio Calabria, ovvero gli Araniti, i Franco, i Rosmini, i Serraino. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, estorsione, concorso esterno in associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, rivelazione di segreto d’ufficio, porto e detenzione di materiale esplosivo. Nel corso dell’operazione, sono stati posti sotto sequestro anche diversi esercizi commerciali, tra cui un bar, una stazione di servizio che eroga carburante e una concessionaria di autovetture. A finire in carcere anche una donna, impiegata presso il Tribunale di Reggio Calabria, la quale avrebbe fornito agli indagati notizie in merito alle indagini avviate nei loro confronti.

Le indagini erano partite in seguito ad una bomba esplosa nel febbraio nel 2014 dinnanzi ad un bar che un pregiudicato affiliato alla cosca dei Serraino gestiva in un quartiere in mano, dal punto di vista criminale, alle cosche Tegano e De Stefano. L’inchiesta ha permesso di accertare il ruolo che la ‘ndrangheta svolge non soltanto nel mondo imprenditoriale ma anche in quello lavorativo. E’ emerso come anche l’assunzione di un nuovo dipendente fosse soggetta al placet delle famiglie mafiose di competenza. E’ anche e soprattutto per questo motivo che l’operazione condotta dalla Squadra Mobile ha preso il nome di “Sistema Reggio“.

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